Già il bel titolo ironico faceva presagire uno spettacolo caustico volto a dissacrare un aspetto della vita delle donne. Le aspettative sono state confermate e anche superate. La scenografia pullula di orologi che ricordano quanto il genere femminile sia scandito da tempi ben precisi. Il menarca, l’ eventualità della gravidanza e del parto e infine l’ inevitabile termine dell’ ovulazione con l’ entrata in quella nuova fase che per molti significa la fine della femminilità stessa ma che in realtà, se affrontata con il giusto spirito, rimane semplicemente una delle tante tappe al pari delle altre. La costruzione del testo drammaturgico mira a smontare uno per uno tutti i clichés che accompagnano la fine del periodo mestruale e sprona a prendere coscienza del fatto che essa non coincide affatto con la fine del mondo ma è solo l’ inizio di un nuovo interessante capitolo. Un monologo spassoso, divertente, mai volgare che, con intelligenza e molta ironia, raccoglie risate e l’ unanimità dei consensi fra gli astanti in sala. Un lungo applauso saluta questa poliedrica artista che, solo dicendo la verità, suscita ilarità. Con semplicità e simpatia racconta di un universo che non ha solo fastidi ma può regalare anche nuovi stimoli. Menopausa non è la fine di niente. Almeno e per fortuna, ad un certo punto, arriva proprio questa pausa per volersi maggiormente bene, per concedersi una nuova giovinezza che sappia essere spensierata tanto quanto la prima, quella dei vent’anni quando la testa viaggiava ed era sempre in un altrove bellissimo.
Sessanta minuti di puro divertimento. Un’ ora che trascorre in velocità, rapiti dalla capacità istrionica dell’attrice Gianna Coletti che, con solo due cambi d’abito e di acconciatura, incarna una se stessa alle prese con l’inizio di una condizione nuova e complessa e una se stessa consapevole, risolta, serena e appagata. “Forever young” non deve essere un imperativo imposto dagli altri ma una scelta che si rinnova da dentro e che fa risplendere proprio perché non è più obbligatoria.
Spettacolo consigliato a tutti, soprattutto agli uomini che parlano spesso di cose senza conoscerle a sufficienza, per un confronto in punta di battute che lascia sereni e appagati.
Menopausa più libertà. Uno slogan che si conia dal palco della Sala Cavallerizza del Teatro Litta dove è andato in scena questo scanzonato e brillante monologo al quale non si può che augurare una tournée lunga e molte repliche.
Virna Castiglioni per Global Story Telling










