ORDAHLIA NERA – “Mask of Broken Glass” – Recensione. Disponbile in Vendita

11 Nov, 2023

La dark symphonic metal band milanese ORDAHLIA NERA ha pubblicato “Mask of Broken Glass” , primo album in studio, distribuito da Universal Music. L’album, composto da 9 inediti, fra cui il singolo “Elizabeth Ann Short” e una cover di “The Look” dei Roxette è disponibile interamente in streaming e download sulle principali piattaforme digitali.

 

Thorns ” è la prima canzone di quest’album e ci introduce in maniera potente, solenne e vibrante nello stile del gruppo. La parte introduttiva viene spezzata dalla voce calda di Vanna Basso, frontwoman della band che canta con stile calmo ma fortemente emotivo e siamo di fronte ad una canzone semplice nella sua costruzione, piena di cambi di registro ma perfetta nell’esecuzione. Ecco arrivare ” Elizabeth Ann Short ” di cui è uscito un videoclip promozionale.  Vediamo così il senso estetico del gruppo con una serie di immagini suggestive nel raccontare una storia vibrante e per certi versi violenta ma in maniera elegante. Si nota la scelta del gruppo di lavorare soprattutto nel raccontare una storia senza per forza gridare o spingere su sonorità pesanti anche se così facendo sembra mancare una certa componente più armonica e orecchiabile. La successiva ” Follow this path ” ha una parte iniziale molto lugubre dove la musica è in crescendo e crea una magnifica atmosfera. Il tono scelto è suadente, soave ed entra fin sotto la pelle. Il gruppo si rivela ancora una volta ottimo nel cantare in maniera pulita e raccontare qualcosa di molto profondo senza lasciarsi andare troppo ad esagerazioni e divagazioni scenografiche.   

Arriva ” Bloody nightmare ” che si rivela una canzone particolare nel suo arrangiamento e sicuramente così facendo il gruppo dimostra di avere grande coraggio e voglia di mettersi in gioco. Particolarmente legata e portata avanti dalla sua componente musicale che crea un sound tanto ipnotico quanto variegato. La parte cantata è meno presente rispetto al solito e verso la fine c’è un inserto parlato e narrativo che porta l’ascoltatore in un viaggio quasi mistico. Il prossimo brano ” Alone ” risulta molto orecchiabile e capace di creare un motivetto di fondo molto riconoscibile che rimane facilmente in testa. Soprattutto nella seconda parte ha in sé un escalation musicale ben accompagnata dalla parte cantata che risulta galvanizzante e trascinante. Con la successiva ” Don’t look back ” il gruppo torna a sperimentare e regalare al pubblico una canzone variegata nel suo stile, disturbante a tratti ma molto precisa nell’esecuzione. Un brano che potrebbe non trovare il favore di tutto il pubblico ma che dimostra ancora una volta la capacità e voglia della band di creare sempre qualcosa di nuovo. Nella seguente “ My angel comes ” il gruppo sembra dare libero sfogo alla sua parte più romantica. L’inizio è lieve e molto emotivo fatto di canto soave e musica che cresce con molta calma. Sembra una nenia molto armonica perché costruita in maniera ondulatoria. In alcuni passaggi si nota una maggior velocità d’intenti dove la voce e il significato diventa più incisivo e ci porta verso un finale sempre caratterizzato da un romanticismo di fondo ma più forte e potente nella sua resa musicale.  

 

 

In ” The way of doom ” il gruppo , a differenza della precedente, spinge sulla parte più groove e veloce del proprio repertorio. Si parte da subito veloce con un cantato di Vanna e con l’aggiunta di alcune cori d’atmosfera che amplificano la sensazione di una canzone ritmata e decisamente molto rock. Questo stile viene tenuto fino alla fine senza che davvero ci sia una vera esplosione o accelerazione. Siamo quasi alla fine ma c’è ancora tempo per ” I hear you call “che si rivela essere una scarica di energia decisamente rock impreziosita da una forte traccia musicale fatta di riff di chitarra ipnotiche. Una canzone che risulta non troppo graffiante nello stile ma neanche remissiva e perfetta per diventare una delle preferite da parte dei fan. L’ultimo brano che propone il gruppo è una riedizione di un famoso brano del gruppo Roxette cioè ” The look “. Ascoltiamo così una versione più rock del famoso brano decisamente più veloce nelle strofe per poi riprendere fiato nel ritornello. Una chiave di lettura decisamente interessante e ben riuscita che il gruppo ha voluto dedicare ad uno dei brani più iconici della musica.     

Tracklist:

Thorns 

Elizabeth Ann Short 

Follow this path 

Bloody nightmare 

Alone 

Don’t look back 

My angel comes 

The way of doom 

I hear you call 

The look

Ascolta/Scarica in digitale ‘Mask of Broken Glass’: https://lnk.to/mobg 

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Andrea Arcuri