“Dating App da Incubo”- Recensione. Disponibile su Discovery+.

21 Nov, 2022

Con l’avvicinarsi del 25 Novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne ecco arrivare una nuova docu-serie su Discovery+ dal titolo : “Dating App da Incubo”. Nella prima puntata conosceremo la giornalista Avani Dia, una conduttrice radiofonica australiana dello Sri Lanka che porta avanti un’inchiesta che vuole raccogliere le testimonianze di alcune donne e delle loro terribili esperienze con delle app di incontri e in particolare si parlerà di Tinder che per molti è la più famosa e diffusa app di questo genere nel mondo. Sarà anche presentata una ricerca da parte di un’universitaria della Queensland University of Technology riguardo una ricerca sulla mancanza di risposte e azioni concrete da parte di Tinder riguardo le segnalazioni delle vittime su profili di predatori sessuali.

Sicuramente c’è tanto materiale e il tempo dedicato è decisamente troppo poco per capire e comprendere tutto quello che si cela dietro questo tipo di app e soprattutto come agiscono i predatori sessuali. Vengono prese come esempio le storie di alcune donne che condividono la loro traumatica esperienza. Dopo un primo Match con un uomo e alcuni scambi di messaggi, arriva il momento dell’incontro di persona dove non tutto va per il verso giusto e queste donne si ritrovano davanti a uomini che usano la forza per ottenere quello che vogliono. Segnalando questi profili, le stesse trovano da parte di Tinder delle risposte automatiche, fuorvianti e molto generiche. La stessa inchiesta scopre che la società dietro questa app di incontri risulta sfuggente e non si prende la responsabilità di quello che fanno le persone con il proprio profilo ma soprattutto non prende provvedimenti e non avvia reali controlli su coloro che si muovono in maniera violenta.

App di questo genere nascono per aiutare le persone a conoscersi e relazionarsi facendole sentire sicure tramite l’anonimato. Molti hanno reali problemi perché magari troppo timide e insicure e quindi usano questi mezzi per riuscire a creare relazioni di vario tipo. Tali mezzi però possono essere usati in malo modo e proprio l’anonimato può diventare un ottimo strumento per nascondersi e successivamente far perdere le proprie tracce a seguito di atti violenti di questo genere.   

Come dettò però il docu-film, per quanto ben realizzato e mosso da una vera inchiesta di tipo giornalistico, rimane troppo corto per essere davvero incisivo e portare un cambiamento di rotta riguardo la politica attuata dalle società che gestiscono queste app di incontri. Speriamo che venga vista da più persone possibili e che si diffonda l’idea che bisogna essere liberi di conoscersi nei modi più differenti ma allo stesso tempo si deve essere vigili riguardo tali mezzi.  

Andrea Arcuri