Bones and all – Camille De Angelis. Recensione

7 Ott, 2022

Va subito detto che, all’interno del libro, c’è una forte componente macabra che conferisce alla trama una connotazione decisamente sinistra. La particolarità, però sta nel fatto che il macabro non è trattato secondo il registro grand-guignolesco. Semmai è suggerito, visto a distanza, con un pizzico di comicità e di ironia per stemperare la tensione.

Va aggiunto, tuttavia, che se non si assiste direttamente a spargimenti di sangue, non è sempre detto che la lontananza dai fatti violenti sia sempre una protezione per il lettore. A volte, un semplice cenno, il citare un determinato particolare sopra gli altri, può infondere maggiore inquietudine e suspense.

Chi legge, quindi, familiarizza progressivamente con la #cosa_brutta che Maren, la protagonista, fa con una certa frequenza. L’effetto che si crea è buffo, perché da un lato si empatizza con la ragazza, dall’altro, quello che fa, crea invece una certa repulsione.

Sta di fatto che questa #cosa_brutta a poco a poco toglie Maren dal novero del genere umano per conoscere un’umanità parallela a quella nota a tutti.

Nel complesso si tratta di un’opera curiosa per la tipologia di trama, che rimane comunque trattata con grande profondità e acume. A tratti si individuano tracce del romanzo di formazione. In generale si assiste ad una progressiva presa di coscienza della protagonista del proprio status.

Per come viene presentato, il plot cela attraverso i suoi simboli una metafora relativa alla società di oggi e a come si relazionino le persone tra di loro.

Il susseguirsi dei vari momenti della trama possiede un che di cinematografico nella resa e dico questo non a caso. Dovrebbe essere imminente l’uscita di un film tratto da questo libro con la regia di Luca Guadagnino, già esperto di trasposizioni su schermo di storie su carta. Il suo occhio non è mai banale, così come non è scontata la sua sensibilità.

Sono molto curioso di vedere, tra gli spunti offerti da “Bones and all”, quali saranno quelli che lui avrà voglia di privilegiare.

 

Enrico Redaelli per GlobalStorytelling

 

.