“Corro da Te” – Recensione in Anteprima. Al Cinema dal 17 Marzo 2022.

12 Mar, 2022

“Corro da Te” – Recensione in Anteprima. Al Cinema dal 17 Marzo 2022.

Bello, sportivo, single incallito e seduttore seriale, Gianni è un quasi cinquantenne in carriera a capo di un importante brand di scarpe. Disposto a tutto pur di conquistare la giovane donna di turno, per una serie di circostanze arriva a fingere di essere costretto su una sedia a rotelle. Ma quando incontra Chiara, una donna solare e dinamica, musicista per lavoro e tennista per passione nonostante l’incidente che l’ha resa paraplegica, inizia a provare per lei un vero sentimento d’amore. 

Il regista Riccardo Milani non è nuovo alla commedia e già ha regalato al pubblico ottimi successi commerciali come “Bentornato Presidente”, “Come un Gatto in Tangenziale” e il seguito “Ritorno a Coccia di morto” puntando molto sull’ironia. Quiesta volta si cimenta con il remake di un film francese del 2018 dal titolo “Tutti in piedi” di Franck Dubosc. 

Risulta doveroso iniziare parlando un attimo proprio del film di Dubosc che fu un vero trionfo sotto molti aspetti facendosi notare anche in Italia. Partendo da una storia semplice, seppur improbabile e piena di dialoghi mai banali e situazioni ben scritte, il film era davvero ben riuscito proprio perché pieno di spunti ironici e pungenti al punto giusto. Il film non puntava tanto sul creare situazioni buffe e ridicole bensì sullo sviluppo dei suoi personaggi che in maniera differente avevano un ottimo arco narrativo e trasformazione lungo il percorso. 

A livello di intenzioni di fondo e di trama “Corro da Te” si presenta molto simile al suo spunto francese. Soprattutto i vari snodi narrativi e le trovate risultano riproposte in maniera uguale senza distaccarsi troppo. Questo risulta un limite perché chi ha visto “Tutti in Piedi” si ritrova a rivedere tali situazioni riproposte allo stesso identico modo. La comicità un pò surreale francese era la forza che fungeva da motore alla pellicola di Dubosc, in questo caso il film perde l’occasione di conquistare il pubblico Italiano perché sbaglia a non adattare tali situazioni alla nostra società e vita quotidiana. Sarebbe stato meglio modificare certe svolte dandogli quel senso Italico che tanto piace e conquista il nostro pubblico. 

Risulta molto fastidio anche un forte e netto cambio di rotta che si sente lungo la pellicola non riuscendo ad amalgamare al meglio i suoi toni. Abbiamo così una prima parte dedicata al contrasto tra Gianni con il mondo della disabilità basando tutto su situazioni surreali e ironiche e una seconda parte dedicata alla storia d’amore dei protagonisti fin troppo carica di romanticismo.

A livello tecnico ed estetico Riccardo Milani fa il suo senza tanti fronzoli o ricerca di originalità mentre i due attori protagonisti, Pierfrancesco Favino e Miriam Leone, mettono in scena dei personaggi al massimo delle loro possibilità cercando di infondere ironia e leggerezza quando la sceneggiatura lo richiede. Troppo poco, al pubblico rimane il piacere di vedere una storia d’amore banale e senza verve che poteva rompere degli stereotipi magari rischiando qualcosa e che una miglior cura delle situazioni avrebbe potuto renderla molto più godibile.  

Andrea Arcuri