Le Fiera delle Illusioni – Recensione in Anteprima. Al Cinema dal 27 Gennaio 2022

25 Gen, 2022

Le Fiera delle Illusioni – Recensione in Anteprima. Al Cinema dal 27 Gennaio 2022

Ritorno sul luogo del delitto…

A settembre dell’anno scorso, per questa piattaforma, avevo recensito il libro e mi ero detto curioso a proposito del film che ne sarebbe stato tratto. A partire dalla regia (Guillermo del Toro), il cast è di quelli stellari, ma prima di parlare di recitazione occorre fare un altro preambolo.

Il romanzo di Gresham mette in luce personaggi che, ai margini della società, rappresentano chi l’inganno chi la credulità di una certa fascia sociale. L’opera di del Toro ci porta negli anni quaranta del ventesimo secolo, quando in certi luna park dominano i cosiddetti fenomeni da baracconi che cercano in tutti i modi di sbarcare il lunario per, come si suol dire, unire il pranzo con la cena. Per questo si fa leva sul lato ingenuo della gente comune coltivando l’arte dell’inganno, un inganno a volte sottile, a volte raffinato, che possa restituire un adeguato tornaconto.

Proprio sul registro dell’imbroglio viene giocata tutta la pellicola mettendo a confronto due attori che nel complesso risultano titanici. Da un lato c’è Bradley Cooper, dall’aria guascona/sorniona che fornisce al suo protagonista la credibilità giusta posseduta da certi arrivisti dell’America della prima metà del novecento. Contrapposta a lui, c’è una delle attrici più affascinanti e misteriose dell’ultimo periodo, vale a dire Cate Blanchett, interprete di una singolare analista intrisa appunto di fascino e mistero. Sono loro i due mattatori della scena che si muovono dapprima in una delicata e fragile armonia che poi si trasforma in una sfida, leale o no non spetta a me dirlo (anche per non fare spoiler).

Cooper e Blanchett (quest’ultima più di Cooper) padroneggiano ogni frammento della pellicola senza però oscurare altri comprimari quali Rooney Mara che, rispetto al libro risulta meno svampita e più consapevole del suo ruolo. Una menzione specifica merita anche Willem Dafoe che, con la sua faccia “facciosa” potrebbe impersonare le tipologie umane più disparate.

E veniamo alla grande domanda. Meglio il libro o meglio il film? Una cosa da dire subito è che “La fiera delle illusioni/Nightmare Alley” non è come certe trasposizioni che devono essere viste DOPO la lettura del volume. Rimane quindi una storia che porta sullo schermo gli aspetti basilari del testo, trasformando qualche dettaglio ma non travisandone il significato globale.

Forse due ore e mezza di film possono sembrare troppe; forse, se il film fosse durato di meno, l’insieme sarebbe potuto risultare zoppo.

Di sicuro va visto per vedere come Blanchett fa per l’ennesima volta centro nella sua parte, ma anche per come il regista sia stato capace di rispettare i dettagli di un contesto epocale specifico.

 

Enrico Redaelli per GlobalStorytelling