“Spice Girls: How Girl Power Changed the World” – Recensione Episodio 1. Disponibile su Discovery+

7 Nov, 2021

“Spice Girls: How Girl Power Changed the World” – Recensione Episodio 1. Disponibile su Discovery+ 

Una docu-serie suddivisa in tre parti riporta sullo schermo Scary, Posh, Baby, Sporty e Ginger: le Spice Girls. Tramite interviste esclusive e contenuti inediti si viene a conoscenza di come le cinque reginette del pop provenienti da Liverpool siano state non solo un fenomeno musicale ma anche un simbolo dell’emancipazione femminile.

I valori portati alla ribalta dal gruppo nato negli anni ’90 sono molteplici e racchiusi nel famoso slogan “Girl Power”. Emancipazione, accettazione, solidarietà, indipendenza e sorellanza sono sempre stati portati al pubblico con estrema leggerezza ma senza mai cadere nella superficialità o nella rivoluzione bellicosa. Il loro è stato un esperimento nato per contrastare le boy band dell’epoca come i “Take That” e l’uscita del singolo “Wannabe”, come del gruppo stesso, sono state costruite in maniera precisa e calcolata per bilanciare le personalità differenti delle ragazze e soddisfare un pubblico variegato e differente.

Nella prima parte della docu- serie sono presenti gli estratti delle audizione dove si cercavano ragazze per formare una girl band che all’inizio doveva chiamarsi “Touch”. Si inizia nel 1994 con la ricerca di attrici per il film “Tank Girl” e si vedono delle giovanissime Geri Halliwell e Victoria Adams. Tre mesi dopo, ad un’altra audizione per un gruppo pop nascente ci sono anche Melanie Chisholm e Melanie Brown. Mancava ancora qualcosa e Melanie Brown è stata trovata tramite piccoli ruoli da attrice a cui partecipava. Già da subito le ragazze apparivano in tutta la loro naturalezza e da subito sono state messe a convivere insieme per un primo periodo cosi a dimostrazione del fatto che si cercava di farle unire al di là della parte musicale ma per creare una vera amicizia tra loro. In quel periodo le loro personalità furono plasmate in maniera precisa e come le conosciamo oggi. Victoria Adams, la Posh Spice è diventata la più elegante, Melanie Brown, la Scary Spice dalla personalità esuberante, Melanie Chisholm, la Sporty Spice sempre vestita in maniera sportiva, Geri Halliwell la Ginger Spice per il suo essere la più frizzante e Emma Bunton Baby Spice con quell’aria da bambina. 

Il loro “Girl Power” è sempre stato veicolo di messaggi legati al concetto di amicizia, unione e accettazione delle proprie diversità uniti con un pizzico di irriverenza e spontaneità (famoso il bacio sulla guancia al principe Carlo). Nella docu-serie vengono fuori tutte le componenti di questa “original story” ma non si concentra solo sulla parte musica. Si parla anche dei lati più negativi e di come il gruppo pian piano siano diventato un vero fenomeno culturale fomentato dai tabloid fino alla rottura con il loro manager Simon Fuller nel 1997. Proprio in questo periodo viene fuori anche tutto l’universo del merchandising che si è creato intorno a loro con tazze, magliette, lattine di bibite e molto altro. Il “Girl Power” non era più solo uno slogan per ispirare giovani donne a far sentire la loro voce ma sembra che ormai sia diventato un simbolo di propaganda che si vende al miglior offerente. 

Inizia quindi il periodo di discesa per le Spice Girls? Forse. Non vediamo l’ora di scoprire, nelle prossime due parti di questo docu-serie, tantissimi retroscena della loro carriera.

Andrea Arcuri