“Rose: A Love Story” – Recensione In Anteprima. Presentato Al Trieste Science+Fiction Festival 2021

1 Nov, 2021

“Rose: A Love Story” – Recensione In Anteprima. Presentato Al Trieste Science+Fiction Festival 2021

Una giovane coppia che vive isolata nei boschi, alla prese con una malattia devastante che si manifesta in un modo violento e terrificante. Esordio alla regia del nuovo talento del cinema horror, Jennifer Sheridan.

Non ci sono tanti dubbi; sia il titolo e già dai primi minuti si capisce bene che il film non vuole essere un horror bensì una struggente storia d’amore. Non stiamo parlando di quelle idilliache adolescenziali love story fatte di momenti amorevoli e che non fanno battere i cuori in maniera romantica ma piuttosto qui i cuori battono per i momenti drammatica. La reclusione forzata e la malattia di Rose sono ben intrecciate alla capacità metodica e maniacale di Sam di riuscire a sopravvivere in un clima sempre teso e in un precario equilibrio. Inevitabile che ad un certo punto arrivi un’influenza esterna che rompe tale equilibrio. 

 
La parte più tecnica di quest’opera è davvero ottima; la regia e il montaggio di Jennifer Sheridan, alla sua opera prima, ci lasciano ben sperare in una carriera promettente e starà poi a lei vedere come procedere in tal senso. La capacità della Sheridan di riuscire a gestire spazi ridotti e illuminati nel migliore dei modi creando momenti di tensione ben bilanciati con altri più riflessivi è impressionante.
 
Le mancanze e difetti del film si possono trovare soprattutto a livello narrativo. Così come è stato concepito e concentrandosi solo sulla coppia di amanti, l’opera poteva anche durare di meno.  Così facendo sarebbe stato visto come un cortometraggio e un tempo canonico di circa 90 minuti bisogna pur toccarlo avendo deciso di farne un film. Tutte le aggiunte quali la donna che irrompe nella loro quotidianità e altri incontri più o meno fugaci, sono semplici scuse per portare la storia in particolari direzioni o aggiungere informazioni che però risultino poco influenti oppure forzate.  

Andrea Arcuri